Diritti senza frontiere

Contro ogni discriminazione

L’Europa che vogliamo è impegnata a prendere sul serio e a realizzare quel programma di riconoscimento e tutela dei diritti di ognuno e di ognuna proclamato nella Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea: diritti – alla dignità, alla libertà, all’uguaglianza, alla solidarietà e alla giustizia – che, ed è una piccola rivoluzione, l’Unione riconosce ad ogni persona in quanto tale, al di là dello status di cittadinanza che alla stessa viene attribuito dalle leggi nazionali.
Perché ogni persona abbia il diritto di vivere una “vita degna” riteniamo che l’Unione Europea debba impegnarsi – in particolare – su due temi.
Da un lato, è necessario che l’Europa riaffronti globalmente le politiche comunitarie rivolte ai migranti, superando quella schizofrenia tra diritti e leggi che ha reso il nostro continente una fortezza e il Mediterraneo un cimitero, e che permette che ogni giorno i diritti di oltre 20 milioni di uomini e donne siano sistematicamente violati.
Ciò significa:

  • abbandonare la politica di controllo e militarizzazione delle frontiere che l’Agenzia Frontex rappresenta
  • riconoscere e tutelare pienamente il diritto di asilo, rivedendo e superando il “sistema Dublino”
  • imporre agli stati membri di raggiungere standard parimenti elevati di accoglienza e di protezione per i richiedenti asilo, con sanzioni efficaci a carico di quegli stati che non ottemperino tali obblighi
  • eliminare ogni presupposto che, nelle norme o nelle prassi degli stati membri o della stessa Unione Europea, renda ineguale l’accesso ai diritti - con particolare riferimento all’accesso al welfare e al lavoro
  • allargare su scala europea lo jus soli per le seconde generazioni di migranti.<l/i>

Dall’altro lato, è necessario che l’Europa adotti degli standard comuni e minimi volti ad evitare le discriminazioni di genere e a permettere che ciascuno e ciascuna possa muoversi in tutta il territorio europeo senza vedere compromessi i propri diritti.
Ciò significa:

  • impegnarsi per lo sradicamento dell’omofobia e della transfobia in tutto il territorio dell’Unione Europea, realizzando quanto previsto dal c.d. Rapporto Lunacek
  • riconoscere, in ogni stato dell’Unione Europea, forme di unione per le copie omosessuali parificate al matrimonio negli effetti civili
  • eliminare le discriminazioni basate sul matrimonio esistenti in materia di welfare, sanzionando quegli stati che restringono la distribuzione di risorse sociali alle sole famiglie eterosessuali
  • coordinare le normative degli stati membri in materia di aborto, fecondazione assistita e tutela della maternità, realizzando il programma contenuto nella c.d. Relazione Estrela